La musica nel tempo. Dall‘800 alla Grande Guerra e un omaggio alla poesia – Valle Lomellina, 13.02.2015

Venerdì 13 Febbraio alle ore 21,15, nella sala polifunzionale “Alessandro Savini” in Corte Granda, l’appuntamento è con il trio Handel di Mede formato da Fabio Re, organo e pianoforte; Luca Fogarolo, contrabbasso e Maurizio Terzaghi, flauto.
I musicisti lomellini, oltre all’attività concertistica in Italia e all’estero, si dedicano alla ricerca in campo musicologico e svolgono importanti e diversificate attività didattiche senza per questo tralasciare i corsi di perfezionamento con strumentisti di fama internazionale.
“La musica nel tempo. Dall‘800 alla Grande Guerra e un omaggio alla poesia” è il titolo in cartellone che prefigura un viaggio affascinante tra le suggestioni del pentagramma in compagnia del trio Handel, attraverso uno dei periodi più tribolati della Storia.

Il primo incontro sarà con Giuseppe Verdi (1813-1901), considerato il più celebre compositore italiano di ogni tempo, autore di melodrammi che fanno parte del repertorio operistico di tutto il mondo. Con il cigno di Busseto, si conclude la stagione risorgimentale e sulla scena nazionale e internazionale irrompono fatti drammatici.
Il nostro percorso musicale, lungo poco più di un secolo, terminerà con le partiture di Ottorino Respighi (1879-1936), musicista italiano e compositore piuttosto eclettico, nel quale sono ravvisabili influenze francesi, russe e tedesche. Amò piegare le tradizionali forme sinfoniche in senso evocativo (Fontane, Pini ecc.), ma è soprattutto nella musica teatrale che sembrano convergere e fondersi le peculiarità della musica respighiana, ovvero un colore armonico e orchestrale ricco e raffinato e una semplicità di disegno essenzialmente latino.
Le tappe intermedie di questa fantasia di note, punti e contrappunti, ci faranno conoscere un virtuoso del violoncello, Gaetano Braga (1829-1907), concertista e compositore acclamato in Italia e in Europa. Ragazzo prodigio, a 14 anni era già primo violoncello alle pubbliche accademie che si tenevano nel teatrino annesso alla Scuola Musicale Napoletana.
Cambiamo spartito e non c’è bisogno di presentazione per Franz Lehàr (1870-1948) e la sua Vedova Allegra. Siamo nella Belle Epoque. Questa espressione ebbe fortuna perché esprimeva la contrapposizione fra l’epoca precedente e quella successiva alla Grande Guerra Mondiale, cioè tra il periodo della libertà e il periodo della perdita della libertà. La Belle Epoque indicava la vita brillante nelle grandi capitali europee, le numerose espressioni artistiche, ma soprattutto esprimeva l’idea che il nuovo secolo, il Novecento, sarebbe stata un’epoca di pace e benessere. Invece …
Scorre il pentagramma e fa capolino tra le note George Bizet (1838-1875), genio parigino che occupa un posto particolare tra i musicisti dell’Ottocento. Autore della celeberrima Carmen, opera lirica che entusiasmò anche il filosofo Nietzsche.
E adesso Gabriel Urbain Faurè (1845-1924) compositore e organista francese, considerato il maestro della melodia d’oltralpe. Con Debussy , Ravel e Saens è uno dei grandi musicisti in riva alla Senna a cavallo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo.
Poi, con Ottorino Respighi il cerchio si chiuderà.
Prima di ogni sonata, Luca Fogarolo contestualizzerà l’autore e il brano per favorire una migliore comprensione storica e musicale della serata in calendario Venerdì 13 Febbraio, che non prevederà solo musica, ma come recita il sottotitolo: “…e un omaggio alla poesia”. Ambito culturale questo, curato da Gianluca Chiesa il quale ci proporrà poesie coeve ai brani musicali affidate alle voci recitanti di Mara Cherubini, Pinuccia Zanone e Anna Albertario, coordinate da Gianpiero Fusani a cui è affidata la presentazione della serata. La musicalità della poesia l’accoglieremo come un gradito omaggio della musa Calliope che, in perfetta armonia di intenti con Euterpe, distillerà preziose gemme di meditazione per noi uomini del XXI secolo. Il pubblico, troverà sulle poltrone il programma di sala.
Nel corso del concerto ricorderemo la figura di Don Giuseppe Marini, pastore della nostra comunità dal 1981 al 2006 e mancato il 15-02-2010. Il trio Handel gli dedicherà un brano di musica classica seguito da una poesia di Eugenio Montale, poeta letto e apprezzato dal sacerdote.

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